In vista del primo film in 3D su “I tre moschettieri” diretto da Paul W.S. Anderson la cui uscita è prevista per ottobre 2011, Matrice DUMAS (che da anni si occupa del fenomeno de I tre moschettieri identificandone le caratteristiche più spiccate che ne hanno consentito un successo ininterrotto nel tempo in molti mass media), tra il 16 e il 26 agosto 2011 ha diffuso sul suo canale Twitter (@matricedumas) e poi su LinkedIN (di Laura Pederzoli) un sondaggio anonimo e rapido (in 12 domande) per valutare la conoscenza dei Moschettieri fra gli utenti della Rete.
Hanno risposto utenti di un’età compresa fra i 21 e i 65 anni. Tutti hanno dichiarato di aver sentito parlare dei Moschettieri, di sapere che sono tre più uno e che il loro motto è “Uno per tutti. Tutti per uno”.
Li hanno conosciuti principalmente grazie ai film (35%; i più famosi diretti da George Sidney nel 1948 e Randall Wallace nel 1998) o ai cartoni animati (27%; ad esempio l’anime giapponese prodotto dalla Gakken nel 1988 e il lungometraggio Disney del 2004). Solo al terzo posto troviamo il romanzo scritto da Alexandre Dumas padre (23%; letto da chi è negli anta già da un po’). Seguono, poi, gli altri media (pari merito al 4%) con le letture del romanzo alla radio (le più famose quelle di Angelo Nizza e Riccardo Morbelli trasmesse del 1934 dall’EIAR e quelle odierne di Radio Rai 3), interpretazioni teatrali (lo stesso Dumas ne trasse tre adattamenti teatrali dal 1845 al 1861) e mobile app, (probabilmente come il gioco interattivo prodotto da Anuman nel 2011). Nessuno ha dichiarato di averli conosciuti leggendo un fumetto o un e-book pur essendo numerosi gli esempi in commercio.
Dal momento che non tutti hanno letto il romanzo, ne deriva, quindi, una comprensibile confusione sul possibile seguito della storia. Alla domanda “La storia raccontata ne I tre moschettieri ha un seguito?” ben il 35% ha risposto “no” e il 27% che la storia è raccontata in due romanzi. In realtà i Moschettieri sono una trilogia (come ha risposto il 38%) formata dai romanzi: “I tre moschettieri” (1844), “Vent’anni dopo” (1845) e “Il Visconte di Bragelonne” (1848-50).
Chiarezza quasi totale, invece, sul periodo storico in cui è ambientata la vicenda: il seicento, durante i regni di Luigi XIII e Luigi XIV (il Re Sole) in Francia (92%). Solo l’8% si è confuso con la Rivoluzione francese.
Il personaggio preferito è senz’altro d’Artagnan (con il 54%), seguito da Aramis e Porthos (entrambi con il 19%) ed infine da Athos (con solo l’8%). Nella trilogia dumasiana, i veri protagonisti sono d’Artagnan ed Athos. Il fatto che al saggio e affascinante Athos si preferiscano il bonario e poco lungimirante Porthos o il religioso e astuto Aramis fa pensare che, in realtà, i modelli di riferimento siano le pregevoli interpretazioni di attori che, però, non ricalcano esattamente quanto narrato da Dumas.
La caratteristica più apprezzata dei Moschettieri è l’amicizia (42%) ma anche la fedeltà ad un ideale e ad una causa (27%) seguite dalla nobiltà d’animo (15%) ed, infine, dal coraggio e dall’allegria (entrambe al 4%).
Pochi sanno, invece, che Dumas si è ispirato a personaggi realmente esistiti per tessere le sue storie. Infatti, nella prefazione del primo romanzo, si legge “la quale prova che, malgrado i loro nomi in os e in is, gli eroi della narrazione, che noi abbiamo l’onore di presentare ai lettori, non hanno niente di mitologico”. Dumas dichiara di aver tratto ispirazione dalle “Memorie di d’Artagnan” (scritte da Gatien Courtilz de Sandras e pubblicate nel 1700) e del Conte di La Fère. Invece, il 31% degli utenti pensa non solo che non siano esistiti i quattro protagonisti della storia (i cui nomi storici sono: Charles de Batz de Castelmore conte d’Artagnan, Armand de Sillègue d’Athos, Isaac de Portau e Henri d’Aramitz) ma anche il Corpo dei Moschettieri (istituito nel 1622 come guardia personale del Re di Francia e del suo Primo Ministro, formato da 120 uomini scelti e dotati di moschetto), e addirittura lo stesso Dumas! Solo il 12% sa che sono tutti personaggi storici. Il 19% pensa che siano inventati d’Artagnan o Porthos e l’8% solo il Corpo dei Moschettieri.
Ma per quale motivo i Moschettieri tornano sempre di moda? La maggior parte degli utenti pensa perché è una storia di amicizia e rispetto (35%) o perché è una storia conosciuta, un classico (23%) ma anche perché piace il genere di Cappa e Spada con intrighi e avventure (19%), perché il ritmo è divertente (12%) o per evadere dal quotidiano (8%). C’è anche chi propone una reinterpretazione contemporanea con un moschettiere donna con le stesse virtù dei suoi colleghi uomini (già realizzata ad esempio nel film “Eloise la figlia di d’Artagnan” diretto da Bertrand Tavernier nel 1995 e nell’animazione “Barbie e le tre moschettiere” prodotto da Universal Picture nel 2009).
E poi la parte più interessante del sondaggio: quale messaggio comunicano ancora oggi i Moschettieri? Gli utenti sono chiari: nella società odierna che trasmette molta aggressività e cattivi esempi, i moschettieri sono un modello di virtù con la loro leale amicizia e il rispetto verso il modo di pensare altrui. Quattro amici che, anche a distanza di anni, tornano ad aiutarsi a vicenda e a lottare per il raggiungimento di una condizione migliore per il loro Paese e per ciò che è giusto. Un utente ci suggerisce il famoso motto “United we stand, divided we fall” - ossia “uniti resistiamo, divisi cadiamo” - una frase che da Esopo (Favole, 71) giunge sino a George Washington e persino ai fumetti della Marvel (serie The Avengers, anche loro sul grande schermo in 3D nel 2012). Questo è il segreto che non fa mai tramontare i Moschettieri: il loro attaccamento alla tradizione, nei valori che esprimono e, al tempo stesso, la capacità di innovarsi con una storia sempre eccitante e divertente che ci fa ancora sperare che, con un amico al fianco e usando intelligenza e buone intenzioni, ogni salita possa trasformarsi in discesa.
Questo post non ha pretese statistiche pur utilizzando le frasi e i dati rilasciati dagli stessi utenti sul questionario ma vuole solo dimostrare che anche se cambia il modo in cui certe storie vengono trasmesse di generazione in generazione, il messaggio rimane invariato, nonostante le sempre più fantasiose interpretazioni.
Un grazie sentito a tutti i follower di Matrice DUMAS e coloro che hanno partecipato al sondaggio, ri-twittato, consigliato su LinkedIN o sul proprio account Facebook.
Il blog matricedumas.it - che fra pochi giorni, il 1 settembre 2011, compirà un anno - invita chi si è incuriosito a seguire i suoi post per continuare a informarsi sull’argomento.
–> Questo post corrisponde a tutte le lettere dell’acronimo D.U.M.A.S.
Laura Pederzoli
Copyright Laura Pederzoli per matricedumas.it
Tag:amicizia, Aramis, Athos, Charles de Batz de Castelmore conte d'Artagnan, Conte di La Fère, D'artagnan, film in 3D, I tre moschettieri, Laura Pederzoli, Linkedin, Matrice Dumas, Paul W.S. Anderson, Porthos, sondaggio, The three musketeers, tutti per uno, Twitter, uno per tutti, utenti delle rete



![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss-rogers.png)