Scritto da: matricedumas.it | 23 Gennaio 2012

Invecchiamento attivo e competenza digitale

Il 2012 è stato proclamato anno dell’Invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni dalla Commissione europea.  Nel rapporto annuale stilato dal Censis per l’anno 2011 leggiamo che in Italia l’utenza web è in aumento e che navigano online ben il 15,1% degli anziani.

In realtà i prodotti digitali cuciti su misura per questa fascia d’utenza sono ancora pochi anche perchè non è ben chiaro quando si diventa anziani. Alcuni parlano di terza età, altri di over 60 ma sarebbe più esatto parlare di individui che hanno poca dimestichezza con le nuove tecnologie o che non le utilizzano in modo spontaneo come le nuove generazioni. Ecco perchè, fino ad ora, si è investito poco nel settore. Ma poi, siamo davvero sicuri che ad una persona matura, che magari lavora ancora e quindi se la cava bene con il computer o con lo smartphone, faccia così piacere navigare su un sito o digitare una app progettati solo per i senior?

In realtà il problema sorge in quanto la popolazione europea sta sempre più invecchiando mentre il mondo è sempre più informatizzato. Ecco che l’anno europeo intende proprio sensibilizzare l’opinione pubblica a dare una chance a chi, un po’ in là con gli anni, pur avendo più tempo a disposizione (se pensionato) ha perso autonomia e la capacità di partecipare attivamente alla vita della società. Invecchiare attivamente significa, quindi, non solo invecchiare meglio ma anche poter trasmettere la propria esperienza adattandola ai nuovi strumenti e stili di vita.

Elenchiamo, senza pretese di completezza, alcuni prodotti sartoriali per il settore:

Per chi non ha abbastanza confidenza con il cosiddetto telefonino, Ngm ha prodotto il modello Oscar V2 con tasti e icone di grandi dimensioni, un pulsante di emergenza e audio potenziato. Anche Hop Mobile ha creato HM Senior per utenti maturi

L’interfaccia URC (Universal Remote Console), nata all’interno del progetto i2Home, permette ad anziani e disabili di controllare da un unico telecomando i dispositivi elettronici e gli elettrodomestici di casa ma anche fuori dalle proprie mura domestiche.

Per chi, invece, non ha familiarità con il computer l’Associazione Onlus Eldy offre strumenti altamente usabili per facilitarne l’uso in particolare ad anziani e disabili.

Per gli aspiranti navigatori della Rete c’è il progetto Navigare Insieme di Telecom: una serie di corsi per gli over 60 tenuti dagli studenti nelle scuole di 12 città italian.

Per favorire il ripasso o l’apprendimento di una lingua esistono diverse iniziative in tutta Italia che offrono lezioni frontali di lingua e viaggi ma pochi siti web e app dedicate. Chi frequenta le Università della Terza Età ha, comunque, solitamente un sito di riferimento. Chi è iscritto alla UniTre di Milano ha non solo l’opportunità di seguire conferenze sulle culture del mondo ma, se conosce l’utilizzo di un dispositivo mobile, può anche scaricare gratuitamente da App Store la app UnitreMilano. Per apprendere le lingue e tenersi in allenamento divertendosi è indicata pure la console Nintendo DS: English Training. Migliora il tuo inglese divertendoti. Per chi, invece, già conosce il vocabolario e i verbi c’è Practise English! Per l’inglese di tutti i giorni.

E’ inutile dire che con un qualsiasi computer è possibile accedere alla Rete e con i tablet e gli smartphone delle marche più diffuse è possibile scaricare le app e i servizi più disparati. Tra i supporti e i servizi che possono favorire il mondo dell’educazione ci sono, ad esempio due dei prodotti lanciati in questi giorni da Apple: iBooks 2 per leggere libri multimediali e iTunes U per accedere a corsi scolastici e universitari. Entrambi disponibili gratuitamente su App Store.

Insomma, chiunque può sfruttare i servizi online e le app più disparate purchè adeguatamente alfabetizzato alle nuove tecnologie. E questo vale anche per le nuove generazioni che troppo spesso pensano di possedere un’ottima competenza digitale solo perchè usano frequentemente qualche social network.
Il problema, quindi, sta nell’evitare il digital divide insegnando innanzitutto la competenza digitale: indispensabile per ottenere l’elisir di giovinezza… se non all’anagrafe, almeno virtualmente!

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 23 Dicembre 2011

Gastronomia, enologia e moschettieri

Dal momento che siamo nel periodo natalizio e che non ci risparmieremo pranzi e cenoni, accenniamo volentieri qualche curiosità enogastronomica tratta dalla (o ispirata alla) trilogia dei Moschettieri.

Leggendola, infatti, ci si accorge che Alexandre Dumas non perde mai un’occasione per descrivere pietanze e vini gustati dai suoi protagonisti in locande, osterie e feste di Corte. Il drammaturgo e romanziere francese era un appassionato di gastronomia ed enologia tanto che, nel 1862, scrisse il Grande dizionario di cucina pubblicato postumo nel 1873. Da gran buongustaio, Dumas descrive ricette e vini di tutta Europa (con particolare riferimento alla Francia) accompagnati da aneddoti. Tra questi, troviamo anche il riferimento al salame, l’appetitoso insaccato custodito nella cantina che Athos, insieme al servitore Grimaud, mise sottosopra in un capitolo de I tre moschettieri. Ma Athos era anche un estimatore del vino d’Angiò. Dumas gli dedica un importante episodio de I tre moschettieri e ne Il visconte di Bragelonne ricorda al lettore che è il vino preferito di Athos, conte di La Fère - tanto che i suoi servitori glielo daranno per tirarlo un po’ su quando sarà ormai prossimo alla morte - e addirittura il buon Porthos lo rammenta nel suo testamento.
In Vent’anni dopo, si apprende, invece, che a d’Artagnan piace bere il Pocras, una tazza con zucchero e cannella che necessita di mezz’ora per essere preparata.
Ne Il visconte di Bragelonne, assistiamo agli spettacolari banchetti organizzati per gli invitati del sovrintendente alle Finanze Nicolas Fouquet dallo scrupoloso maestro di cerimonie Vatel. Lo ricordiamo per essere stato l’inventore della Crema Chantilly nel 1671. Molti di noi lo rammentano interpretato da Gerard Depardieu nel film diretto da Roland Joffé nel 2000.
Sempre nell’ultimo volume della trilogia, Dumas ritrae Fouquet come un intenditore di frutta esotica. Basti pensare ai tanti cibi provenienti dalle Americhe che in quegli anni si diffondevano in Europa: dall’ananas, al cacao, alle patate e ai pomodori, all’epoca utilizzati ancora solo come pianta ornamentale. Troviamo anche d’Artagnan e Porthos farsi onore a cena con il giovane re Luigi XIV gustando abbondantemente salmì di lepre, filetti d’agnello e pasticci di pernici.

Passando dal romanzo alla Storia, le fonti svelano che fu proprio Charles de Batz de Castelmore conte d’Artagnan, (il valoroso militare francese a cui Dumas si è ispirato per il suo omonimo personaggio) a far conoscere a Luigi XIV l’Armagnac: l’acquavite prodotta fin dal XV secolo nella sua patria natale anche dalla sua famiglia (conte di Vic-Fezensac). Per questo, il duca Pierre de Montesquiou Frezensac, un discendente del Moschettiere, fu tra i fondatori della Compagnie des Mousquetaires d’Armagnac (francese, italiano, inglese) che proprio quest’anno festeggia 60 anni (a cui inviamo i nostri più sentiti auguri) per divulgare non solo i pregi dell’Armagnac ma vegliare anche sul mantenimento dello spirito dei moschettieri organizzando manifestazioni in Guascogna e nel mondo. La Compagnia, oggi capitanata da Aymeri de Montesquiou (figlio di Pierre), è composta da una trentina di membri il cui motto è un pour tous, tous pour un.

Fra le iniziative culinarie dedicate al turismo enogastronomico legato a temi storici e culturali come la rivalutazione e la conoscenza (in questo caso delle specialità della Guascogna e della Francia), troviamo Il banchetto di d’Artagnan una serie di aperitivi con Camembert, Emmental, Brie, burro Sel de Guérande e assaggio del Grand Armagnac firmato da Janneau organizzati dall’11 al 14 ottobre 2011 in varie location a Milano (Le biciclette, Jazz Cafè, FIAT Open Lounge, Twelve) in occasione dell’uscita del film in 3D I tre moschettieri diretto da Paul W.S. Anderson. Edizione limitata - dal 1 ottobre al 15 novembre 2011 - per i dolci i 4 moschettieri ispirati al film e prodotti da Baskin Robbins.
E, poi, l’Hôtel Restaurant Le D’Artagnan, a Vic-Fezensac in Francia, nella terra natale del nostro guascone nel quale è possibile ordinare il menù Porthos o il menù Athos. A Maastricht, in Olanda, troviamo il Grand café d’Artagnan, aperto nel 2003 (l’anno del festival d’Artagnan di Maastricht), ubicato in un edificio del 1660, quindi già esistente durante l’assedio del 1673 dove trovò la morte d’Artagnan. Per arrivare al ristorante D’Artagnan, a North Adelaide in Australia!

A partire dal secolo scorso, si sono ispirate ai Moschettieri diverse aziende del settore alimentare. Tra le più importanti troviamo D’Artagnan Inc. a Newark primo fornitore di ingredienti di lusso per molti dei migliori ristoranti statunitensi, oltre ad essere conosciuto come il più grande distributore di Foie Gras negli Stati Uniti. Suoi anche il burro d’arachidi e la salsiccia D’Artagnan.
In Francia è famoso il gruppo Les Mousquetaires. Nato nel 1969, riunisce imprenditori e titolari di aziende indipendenti (anche alimentari) offrendo prodotti di qualità a prezzi bassi per venire incontro ai consumatori.

Innumerevoli i prodotti ispirati ai moschettieri tra cui: la barretta di cioccolato 3musketeers, la birra canadese Les Trois Mousquetaires e, dall’Italia, il cono gelato d’Artagnan e gli spaghetti alla d’Artagnan. A Pinerolo, la città famosa per la fortezza dove fu rinchiusa la leggendaria Maschera di Ferro, è possibile ordinare l’Oca ripiena alla d’Artagnan. Si dice, infatti, che quando Charles de Batz de Castelmore conte d’Artagnan scortò qui Fouquet prigioniero, ordinò tale pietanza. Infine, gli italiani ricorderanno i tre simpatici galletti vestiti da moschettiere nella pubblicità televisiva del Riso Gallo 3 Cereali dal titolo Tre Moschettieri progettata dall’agenzia Armando Testa nel 2007.

–> Questo post corrisponde alle lettere “D”, “A” dell’acronimo D.U.M.A.S.

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 17 Novembre 2011

Mobile Learning per le lingue nella scuola primaria

Il contributo illustra l’intervento di Laura Pederzoli (Università di Firenze) alla giornata di formazione organizzata dall’Anils (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere) a Firenze il 2 marzo 2011 sul tema “Scuola primaria: ambienti e metodologie per insegnare le lingue”.

SeLM n.4-5/2011

Sono ormai milioni le persone che si collegano alla Rete tramite mobile devices quali cellulare, smartphone e tablet PC. Le nuove generazioni sono “sempre connesse” ad Internet e ai Social Networks ma non sempre comunicano in modo corretto. Insegnanti e genitori sanno come responsabilizzare i propri allievi e figli sull’uso corretto delle tecnologie? La scuola è in grado di offrire le attrezzature di nuova generazione affinché gli studenti, in futuro, possano avere le competenze digitali necessarie per poter realizzare le proprie idee o risolvere i problemi pratici che si presentano, stando al passo con la globalizzazione, in ambito personale, interpersonale e interculturale?

Il contributo illustra concretamente come integrare i dispositivi mobili (come, ad esempio, iPad di Apple) a scuola nella didattica frontale tradizionale, individuando nuovi scenari didattici che metodologie d’insegnamento, come il mobile-learning, possono offrire. Consiglia agli insegnanti alcune tra le migliori mobile apps per bambini e adolescenti che, utilizzando podcast, video-clip, quiz a scelta multipla o flashcard educative, stimolano a sviluppare non solo capacità di riflesso e di memoria ma anche l’apprendimento e l’allenamento alle lingue straniere.

bambini_mobile_learning.jpg

Mobile Learning per le lingue nella scuola primaria
in Scuola e Lingue Moderne (SeLM), n. 4-5/2011, Recanati (MC), ELI, 2011, pagg. II-VII Dossier BLE n. 18 [Autorizzazione del tribunale di Modena n. 398 del 03.06.1963].
DISPONIBILE CON ABBONAMENTO ANILS

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 29 Ottobre 2011

La Matrice DUMAS per la glottodidattica e-learning e m-learning

Gli italiani e le lingue straniere Il volume “Gli italiani e le lingue straniere. Made in Italy, economia delle lingue e formazione” curato da Enrico Borello e Maria Cecilia Luise edito da UTET Università nell’ottobre 2011 individua non tanto metodologie didattiche per la classe, quanto nuove situazioni (auto)didattiche, che vengono in aiuto di coloro che «vogliono» imparare le lingue per convinzione e apertura mentale, o «devono» impararle perché un’economia e una società sempre più aperte e internazionali escludono chi non sa almeno l’inglese. Tale impianto strutturale rende questo testo unico e ne fa un documento essenziale per comprendere come si comporta l’Italia nei confronti delle lingue.

Capitoli
1-Dall’unità d’Italia al made in Italy: formazione e insegnamento delle lingue (Enrico Borello)
2-Italiani e lingue straniere: dati e proposte per il multilinguismo (Maria Cecilia Luise)
3-I pubblici delle imprese, i pubblici delle lingue. Per una economia delle lingue (Giulia Tardi)
4-Il fine giustifica i media (Enrico Borello)
5-Apprendere tramite i mobile devices (Laura Pederzoli)
6-La matrice DUMAS per la glottodidattica e-learning e m-learning (Laura Pederzoli)

Nel capitolo 5, Laura Pederzoli illustra l’evoluzione dei dispositivi mobili e la loro integrazione nella didattica frontale tradizionale, individuando nuovi scenari didattici - che metodologie d’insegnamento, come il mobile-learning, possono offrire - e le app più utili a stimolare e a sviluppare capacità di riflesso e di memoria ma anche ad imparare le lingue.

Il capitolo 6 illustra, in maniera esaustiva, la Matrice DUMAS, ideata da Laura Pederzoli, già presentata in “Glottodidattica giovane 2011. Saggi di venti giovani studiosi italiani” e frutto di una ricerca quinquennale condotta con le cattedre di “Didattica delle lingue straniere”, “Teorie e tecniche della comunicazione” e il Master in “Pubblicità istituzionale, comunicazione multimediale e creazione di eventi” dell’Università degli Studi di Firenze.
Matrice DUMAS identifica le linee guida essenziali per la corretta progettazione e gestione di corsi e-learning e m-learning per la glottodidattica proponendosi come certificazione (senza escludere quelle già esistenti). Le medesime caratteristiche sono già individuabili nel romanzo “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas padre e in tutte le sue successive interpretazioni adattate a diversi mass media, dimostrandosi la chiave del successo dal feuilleton agli eventi comunicativi in Rete fino alle mobile apps. Il contributo si rivolge sia ai progettisti di corsi di lingua (glottodidatti, informatici e designers) che ai loro utenti (user-generated). Corsi siffatti rispetterebbero i dettami della Commissione e del Parlamento europeo espressi sia nel Quadro strategico per il multilinguismo, formulato nel 2005, sia nella Raccomandazione relativa al Life-long Learning del 2006, insegnando ai propri studenti, oltre alla lingua e alla cultura del paese studiati, anche le basi di gestione dei servizi on line, utili in molti altri ambiti lavorativi.
Per rimanere aggiornati su Matrice DUMAS, basta seguire questo blog (RSS Articoli) in cui ogni post approfondisce un tema di glottodidattica e-learning e m-learning, comunicazione multimediale, intercultura, turismo culturale e interpretazione della trilogia dei moschettieri classificandolo sotto una o più lettere del suo acronimo. Matrice DUMAS è anche su Twitter (@matricedumas).

Enrico Borello, Maria Cecilia Luise
“Gli italiani e le lingue straniere. Made in Italy, economia delle lingue e formazione”
UTET Università
Ottobre 2011
ISBN: 9788860083616
Scarica il PDF dell’Indice
Visita il sito UTET
Acquista il volume dal sito Ibs.it

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 19 Ottobre 2011

“I tre moschettieri” di Paul W.S. Anderson. Non solo un film in 3D

Campione d’incassi e in 3D

Il 14 ottobre 2011 è uscito nelle sale italiane l’ennesimo adattamento cinematografico de “I tre moschettieri” (azione, G./Fr./Gb/Usa, 102’), subito campione d’incassi nel primo weekend.
Questa volta la regia è di Paul W.S. Anderson (famoso per “Resident Evil” e “Mortal Kombat”) che se la è aggiudicata iniziando le riprese nell’agosto 2010, battendo sul tempo la Warner Bros e costringendola a rinunciare al suo progetto di affidare a Doug Liman (il regista di “The Bourne Identity”) un altro adattamento del romanzo di Alexandre Dumas padre (1844). La versione di Anderson, prodotta da Costantin Film/Impact Pictures (e distribuita in Italia da 01 Distribution, Rai Cinema), con effetti speciali affidati allo studio digitale canadese specializzato in film d’animazione ed effetti visivi Mr. X Inc., sfrutta la tecnologia 3D sviluppata da James Cameron per “Avatar” con il nuovo sistema Fusion 3D.

Matrice DUMAS

Matrice DUMAS - che da anni studia le interpretazioni della trilogia dumasiana - dal 16 al 26 agosto 2011, in vista dell’uscita del film, aveva effettuato un sondaggio on line per valutare la conoscenza dei Moschettieri fra gli utenti della Rete. Oggi, analizza il film e il fenomeno da esso scatenato, chiedendosi il perché di certe interpretazioni, rispetto al feuilleton originale, che Anderson non ha certo attuato per caso bensì adeguandosi alle nuove generazioni e a quegli stessi utenti che, nel suddetto sondaggio, hanno dimostrato di aver compreso il messaggio del romanzo pur conoscendone approssimativamente la storia.

Campagna pubblicitaria

Prime notizie e immagini
L’innovativa campagna pubblicitaria è iniziata on line ben due anni fa con la notizia che per la prima volta sarebbe stato girato un film in tecnologia 3D sul romanzo “I tre moschettieri”. Poi, l’annuncio che Orlando Bloom avrebbe interpretato il Duca di Bukingham e sarebbe stato cattivo. Più avanti, sono state diffuse le prime foto scattate sul set e, successivamente, il trailer in lingua inglese. A questo è seguita l’uscita centellinata delle locandine dei singoli personaggi, a partire da Aramis (Luke Evans).

Diffusione multimediale interculturale
Sono seguiti un secondo trailer sempre in lingua inglese e la diffusione delle varie locandine internazionali (Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, Thailandia…), con l’interpretazione interculturale data in ogni paese delle foto cardine del film precedentemente distribuite. Le stesse che ritroviamo nel sito web dedicato (in lingua inglese e in lingua italiana) che, nel frattempo, si arricchiva via via con musica, informazioni, gallery.
Poi, una cascata di video: da alcune scene inedite al video clip dei Take That “When we were young” (album “Progressed”) inserita nella colonna sonora “Three Musketeers Original Motion Picture Soundtrack” composta da Paul Haslinger, allo spot tv, ai trailer non semplicemente tradotti ma re-interpretati per gli spettatori italiani e giapponesi. Infatti, nel frattempo, “The three musketeers” era stato il film d’apertura del Tokyo International Film Festival 2011.
Addirittura, per i più golosi dall’11 al 14 ottobre, in varie location a Milano (Le biciclette, Jazz Cafè, FIAT Open Lounge, Twelve), è stato organizzato “Il banchetto di D’Artagnan”, una serie di aperitivi sulle specialità della Guascogna e della Francia, tra cui l’assaggio del Grand Armagnac firmato da Janneau.

Sito Web, games e mobile apps
Per gli appassionati di games, da agosto è stato reso disponibile sul sito anche il gioco on line del film: “The three Musketeers combat ops”. D’Artagnan combatte contro Richelieu, Milady o Buckingham e può imparare le mosse vincenti dai suoi tre amici o rubare quelle dei nemici ogni volta che ne batte uno. Distribuito, in seguito, per dispositivi mobili su Android Market e poi Apple Store/iTunes, così come anche la app descrittiva del film “Tre moschettieri”.

Concorsi
Non sono mancati vari concorsi abbinati al film come “Vinci la Terra dei tre moschettieri” con TIM young (un viaggio nei luoghi dei moschettieri storicamente esistiti) e l’attività di co-marketing tra Rai Cinema, 01 Distribution e Gazzetta dello Sport con il concorso “Gioco di squadra” col fine di aumentare la notorietà dell’uscita del film e gli iscritti alla community “Gazza Space”. Il vincitore si aggiudica un weekend a Parigi offerto da eDreams ma sono stati messi in palio anche 100 biglietti per vedere il film in una sala Uci Cinemas.

Pubblicazioni
Ovviamente, quanto descritto, ha permesso alle case editrici di rispolverare la trilogia dumasiana e Salani Editore nel mese di ottobre ha pubblicato il romanzo integrale - omonimo del film - in una nuova traduzione con una fascetta riportante lo slogan “Le avventure dei tre moschettieri ora anche al cinema”.
Speriamo che tutto questo, invogli le nuove generazioni a scoprire una parte - non certo noiosa - della letteratura francese.

Press Book
Per i cinefili sul sito mymovies.it è scaricabile il press book distribuito dai produttori cinematografici del film.

Venezia e le aeronavi

Venezia
Certo l’interpretazione steampunk data dal regista e dagli sceneggiatori Alex Litvak e Andrew Davies può lasciare molto perplessi gli appassionati del romanzo. Ma, del resto, non è certo il primo film che non si attiene fedelmente alla storia dumasiana. Inoltre, sia Anderson che gli attori, nelle interviste rilasciate, hanno fin da subito dichiarato che il film e la loro performance non ricalcavano del tutto Dumas pur rispettandone l’essenza della storia e degli ideali. L’inizio del film, infatti, narra una storia ambientata a Venezia che anticipa l’inizio del romanzo. I tre inseparabili e celebri moschettieri Athos, Porthos e Aramis si trovano nella città lagunare insieme a Milady - che, ancora legata sentimentalmente ad Athos, è il quarto elemento del gruppo (cosa che sconcerta gli appassionati della trilogia originale) - per compiere una missione pericolosa: trafugare il progetto di una macchina da guerra - una “aeronave” - custodito sotto una leggendaria “Volta Da Vinci”. Poco dopo, però, Milady si rivela una doppiogiochista e ruba loro il progetto per conto dell’inglese Duca di Buckingham che l’ha pagata meglio della corona francese. Questa azione giustifica le successive infedeltà al romanzo: l’utilizzo delle aereonavi e la rivalità del Duca contro Re Luigi XIII. L’altrove in cui ci vuole portare il regista è, tuttavia, verosimile. Sono molti i dettagli storici cui può essersi ispirato.

Armi combinate
Fin dal trailer i moschettieri di Paul W.S. Anderson mettono in evidenza il fatto di essere guerrieri scelti. E’ stato dato, dunque, ampio spazio all’oplologia (lo studio delle armi, delle armature e della loro tecnica d’uso) e all’ingegneria militare. Ci troviamo in un momento storico che da poco ha superato l’Epoca della Transizione (1500-1575 ca.) per le architetture fortificate, dal momento che le armi da fuoco furono utilizzate pesantemente solo dal Rinascimento. Nel film, infatti, si vedono sia architetture a difesa piombante (tipiche dell’epoca delle armi bianche) accanto alle nuove a radenza (per armi da fuoco). Il regista, dunque, ha colto l’occasione per inscenare un gioco d’armi di portata superiore alla tipologia dei sistemi difensivi. Per fare ciò, si è indubbiamente ispirato ad alcune macchine e studi sul volo contenuti in alcuni Manoscritti e nel “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci come la “Bombarda multipla”, il “Circumtronico” o le “Mitragliatrici” (che vediamo maneggiati da Athos e Aramis a bordo della aeronave) e il “Vascello corazzato”. Nel film, troviamo anche diverse tipologie di armi combinate storicamente documentate, ossia armi camuffate da oggetti ergonomicamente differenti dalla vera funzione e dalle caratteristiche ad esse date. Talvolta potevano essere nascoste sotto le sembianze di oggetti d’uso comune ma qui vediamo in mano ad Athos, a Venezia, due specie di balestre con canne da fuoco. In effetti, gli autori del film potrebbero essersi ispirati ad una balestra italiana con meccanismo a ruota, datata 1510 ca. che è attualmente conservata nel Palazzo Ducale a Venezia. Famose sono anche due pistole a ruota autocaricanti con la carabina donate proprio dal Senato di Venezia a Luigi XIII che le apprezzò moltissimo per le proprietà avveniristiche per l’epoca. Insomma, gli spunti per tirare in ballo la città lagunare, in realtà mai nominata da Dumas, non mancano! Non dimentichiamo, inoltre, che Leonardo giunse davvero a Venezia e morì in Francia nel 1519 nel Castello di Cloux ad Amboise vicino a Blois (dove di trovano le terre di Athos, Conte di La Fère) e vicino a Tour (dove Aramis aveva l’amante).

Aeronavi da guerra
Tra queste strane armi si inserisce anche il galeone volante utilizzato come macchina da guerra della invincibile flotta inglese: elemento fantastico già presente ne “Le avventure del Barone di Münchausen” di Terry Gilliam. Tuttavia, possiamo affermare che le prime mongolfiere si ispiravano realmente a navi. L’uomo, quando inventa qualcosa di nuovo si rifà sempre a cose già conosciute: per questo, si parla di velocità di crociera dell’aereo o di navigare in Internet! In effetti, nel 1783 a Parigi, venne effettuato il primo volo di un pallone ad aria calda capace di portare persone creato dai Montgolfier (da cui il nome mongolfiera) su un principio già intuito dal gesuita italiano, Francesco Lana, nel 1670. Gli autori del film hanno collegato il fatto che Aramis diventerà Generale dell’Ordine dei Gesuiti e che tale principio è lo stesso che consente alle navi di volare? Inoltre, almeno per noi italiani, non è la prima volta che vediamo volare i moschettieri. “I 4 Moschettieri” sceneggiati da Nizza e Morbelli e trasmessi per radio dal 1934 al 1937 giravano in Mongolfiera. Li ricordiamo raffigurati da Bioletto o nelle fotografie scattate il 22 aprile 1935 alla Fiera di Milano, quando quattro attori atterrarono sullo stand Buitoni-Perugina sotto gli occhi di oltre centomila persone. Per non parlare del mito dell’Olandese volante, rispolverato recentemente sia dal film “Stardust” (adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Neil Gaiman) sia dalla saga dei “Pirati dei Caraibi” in cui l’Olandese diventerà una nave guidata alla fine proprio da Bloom (Buckingham).

Attualizzare la tradizione

Costumi
Elementi ammodernanti sono senz’altro l’iniziale rappresentazione fumettistica dei personaggi (funzionale al racconto) e i costumi dei quattro protagonisti, alquanto attillati e scuri - simili a quelli degli X-Men rivisitati da Grant Morrison con Frank Quitely - la pettinatura di Buckingham ispirata a David Bowie e Mick Jagger, la biancheria di Milady, indubbiamente molto sexy ma priva delle sottostrutture e delle culottes che si portavano al tempo in cui la storia è ambientata (1625-33), e l’ennesima interpretazione fantasiosa delle casacche dei Moschettieri sia nella foggia che nel colore blu elettrico troppo squillante - del resto storicamente definita solo sotto il successivo regno di Luigi XIV. Per questo non stupisce che i quattro amici non portino la spada del Corpo ma ognuno la sua: Porthos ha una Schiavona, Athos, Aramis e d’Artagnan, invece, una Striscia rinascimentale con guardamano elaborato con diversi anelli di protezione a gabbia.

Trama del film vs romanzo
Tranne questi espedienti, il resto del film ha molti elementi aderenti al romanzo di Dumas, troppo spesso trascurati nella maggior parte delle precedenti versioni cinematografiche.
Dopo la parentesi di Venezia, il film trae spunto dal romanzo. Il giovane d’Artagnan (interpretato dal diciannovenne Logan Lerman) parte da Tarbes in Guascogna per raggiungere Parigi e diventare Moschettiere (ma senza la lettera di raccomandazione per il Capitano di Tréville, personaggio omesso nel film). Dal padre del guascone apprendiamo che “Tutti per uno. Uno per tutti” è il motto del Corpo dei Moschettieri e non la formula inventata nel romanzo dallo stesso d’Artagnan per descrivere l’amicizia dei quattro amici. Infatti, lo avevamo già udito a Venezia pronunciato addirittura da Milady, prima del tradimento: senz’altro una trovata in grado di far rabbrividire qualsiasi appassionato della trilogia scritta da Dumas. Durante il viaggio, a Meung, d’Artagnan incontra Rochefort (Mads Mikkelsen) - Capitano delle Guardie del Cardinale - che lo offende parlando male del suo destriero: in effetti, una cavalla ridicola. Il guascone sfiderà il suo avversario ma una donna bellissima, Milady de Winter (Milla Jovovich, davvero adatta alla parte), farà saltare il duello perché intenta a raggiungere velocemente la capitale insieme a Rochefort. Appena d’Artagnan arriverà a Parigi, incontrerà precipitosamente prima Athos (Matthew Macfadyen), poi Porthos (Ray Stevenson, forte e vanitoso come nel romanzo ma con i capelli rasati) e Aramis (Luke Evans, studioso di teologia e dal portamento raffinato come descritto da Dumas), ottenendo tre duelli con loro. Come raccontato nel feuilleton, dal momento che i duelli erano proibiti per legge, i quattro, scoperti da Rochefort e dalle sue Guardie - acerrime nemiche dei Moschettieri - anziché battersi fra loro, duelleranno contro le guardie battendone oltre quaranta. Questo episodio farà sbocciare tra loro quell’amicizia che li terrà uniti tutta la vita ed allargare il leggendario terzetto a 4 elementi. Ma farà anche: innamorare il guascone e Constance Bonacieux (Gabriella Wilde), una damigella della Regina, qui libera da vincoli matrimoniali; infuriare il Cardinale Richelieu (interpretato da un Christoph Waltz fisionomicamente somigliante al personaggio storico) e rendere orgoglioso Re Luigi XIII (Freddie Fox, dall’aria un po’ troppo inglese e cinquecentesca) che, invece di punire i 3+1 spadaccini, li premierà per la bravura con cui si sono battuti, difendendo l’onore del Corpo dei Moschettieri contro le Guardie e, quindi, mostrando la supremazia del Re sul Cardinale. Quest’ultimo, infatti, non si accontenta di essere Primo Ministro ma si sente la Francia in persona e, dunque, ordisce un piano contro la corona: far rubare da Milady una collana di diamanti regalata alla Regina Anna (Juno Temple) dal regale consorte; far ingelosire il Re facendo ritrovare nelle stanze della regina delle (false) lettere che la fanno credere amante di Buckingham; infine, smascherare la regina indicendo un ballo dopo soli cinque giorni e chiedendole di indossare tale collana. Questo intrigo si aggiunge a quello - non dumasiano - che Milady ha già con il Duca di Bukingham (Orlando Bloom) che intende rovinare la Francia a favore della sua Inghilterra costruendo quell’aeronave da guerra il cui progetto era stato ritrovato a Venezia. Constance, per salvare l’onore della sovrana, chiederà a d’Artagnan di andare a Londra per recuperare il gioiello. Il guascone partirà con i suoi tre amici, che lo seguiranno molto volentieri in quanto annoiati dal fatto di non aver ricevuto altre missioni dopo Venezia e per pareggiare i conti con il Duca. Li seguirà il fido servitore Planchet (James Corden) che Dumas affida al solo d’Artagnan ma che qui serve tutti e quattro. Seguiranno con ritmo dumasiano più che incalzante e divertente una serie di avventure aeree - estranee al romanzo - che coinvolgeranno i quattro, dapprima, nel bombardamento della piazzaforte di Buckingham con la sua stessa aeronave e, poi, nell’eliminazione della perfida Milady, salvando Constance rapita da Rochefort mentre d’Artagnan pareggerà i conti con quest’ultimo. Alla fine, riusciranno a riportare la preziosa collana segretamente alla Regina in tempo per il ballo, a donare quel che resta dell’aeronave di Buckingham al Re e ad ottenere il rispetto del Cardinale grazie ad un salvacondotto, avuto da Milady e da lui stesso firmato: “Per ordine mio e per il bene dello Stato, il portatore del presente ha fatto quello che ha fatto”.

Athos
Magistralmente interpretato da Matthew Macfadyen è il vero protagonista del film. Il più saggio dei moschettieri nel romanzo è stato, purtroppo, anche il meno compreso dai registi. Anderson gli rende giustizia attenendosi alla visione di Dumas che lo descrive bello d’aspetto, dalla voce profonda e dolce, nobile di spirito, dal passato enigmatico e con una classe innata da gran signore in quanto rappresentante della vecchia nobiltà francese. E’ un uomo carismatico, paragonato a un semidio come Achille e, per la saggezza, a Nestore. La sua vicenda travagliata con Anne de Breuil, che diventerà poi la perfida Milady, lo renderà chiuso e altero, immune al desiderio verso qualsiasi altra donna, disilluso e tormentato dal ricordo di quella scottante passione.
All’inizio del film, fa una certa impressione vederlo ancora felice accanto a lei (anche se non viene specificato se sono sposati, come nel romanzo) e vivere quel tradimento che gli strapperà il cuore: nel romanzo, infatti, Athos lo racconterà a posteriori solo a d’Artagnan; nel film, sarà condiviso con Aramis e Porthos, presenti insieme agli spettatori.
Dal canto suo, Milady si dimostrerà meno cattiva della sua omonima nel romanzo: quando le vicende costringeranno Athos ad eliminarla, lei, per non ledere l’integrità morale del moschettiere, che lo avrebbe fatto pentire per tutta la vita di averla uccisa (come accadrà nel romanzo), preferisce lasciarsi cadere nel vuoto dal ponte dell’aeronave, così come, nella versione cinematografica disneyana del 1993, si lanciava da una scogliera. Inoltre, poco prima, gli consegna, di sua spontanea volontà (!) il salvacondotto firmato da Richelieu che salverà la vita ai quattro.
Anche il rapporto paterno di Athos verso il giovanissimo d’Artagnan è simile al romanzo. Tranne quando il guascone si troverà a decidere se salvare Constance o la Francia. Athos gli consiglierà di scegliere l’amore, di combattere sempre per amore. Scelta più che condivisibile ma l’Athos e il d’Artagnan di Dumas non si sarebbero neanche posti il problema: avrebbero trovato un modo ingegnoso per salvare entrambe combattendo sì per amore e soccorrendosi vicendevolmente anche a costo della vita e della carriera ma mai abbandonando o andando contro lo Stato e il Re.

Il Messaggio

Il messaggio del romanzo - a nostro avviso da sempre racchiuso nel motto dei moschettieri - è anche il messaggio del film che, non a caso (come nella versione disneyana del 1993) si conclude con il “Tutti per uno. Uno per tutti” dei protagonisti: quattro personalità unite da un’amicizia indissolubile e fedeli a ideali universali. In fondo, i moschettieri, come dicevamo all’inizio, sono conosciuti prevalentemente per questo, quindi Anderson non ha fatto altro che rinnovare la tradizione ricreando un altrove calzante e trainante per le nuove generazioni. Forse per questo, l’ultima scena, preannuncia un possibile seguito del film. Vedremo cosa ne penseranno gli spettatori d’oltre oceano, dal momento che il film, negli Stati Uniti, uscirà il prossimo 21 ottobre.

I tre moschettieri - 2011.jpg

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Laura Pederzoli

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“I tre moschettieri” di Paul W.S. Anderson. Non solo un film in 3D by Laura Pederzoli is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Quando il 30 novembre 2002 le ceneri di Alexandre Dumas entrarono nel Pantheon di Parigi, il feretro del celebre scrittore era avvolto in un pesante drappo blu con l’iscrizione della frase più nota de I tre moschettieri e che ne sintetizza la filosofia - tous pour un, un pour tous - pronunciata da d’Artagnan nel capitolo IX del suddetto romanzo. Il motto, nato per descrivere l’amicizia tra i quattro protagonisti (Athos, Porthos, Aramis e d’Artagnan) - unendo idealmente il gruppo pur rispettandone le individualità - è diventato, col tempo, uno slogan adottato in svariati settori che continua, ancora dopo 167 anni, ad avere fortuna.

Tra il 1907 e il 1908 il fiorentino Luigi Bertelli, in arte Vamba, pubblicò Il Giornalino di Gian Burrasca a puntate sul Giornalino della Domenica che, successivamente, dato il successo, venne ripubblicato a Firenze nel 1920 anche in volume. Nel 1866, quando Vamba aveva circa otto anni, Dumas soggiornava nuovamente a Firenze. C’era già stato nel 1840 per un anno intero risiedendo a Villa Palmieri, che celebrerà in un volume di ricordi. Chissà che l’autore de I Tre Moschettieri non sia rimasto impresso nella mente di quel bambino! Nel suo “diario”, Gian Burrasca parla di una “società segreta” tra ragazzi, dal nome Uno per tutti e tutti per uno.

E questo è solo l’inizio! Tra le campagne pubblicitarie presenti anche in televisione nel 2005 troviamo, per esempio, quella del gestore di telefonia TIM che indica con la denominazione 1 x tutti l’opzione che fornisce la possibilità di parlare (fino a 500 minuti), o inviare SMS o MMS (fino a 500 messaggi) verso tutti gli altri abbonati TIM, al costo di un solo centesimo di Euro.

Rimanendo in campo teconologico, nel 2009, la campagna Apple per la linea iMac riportava il motto Tutto-in-uno, come nessuno oppure Tutto in uno, per tutti per descrivere la filosofia del design Apple che, da oltre dieci anni, rimane sempre la stessa: all-in-one, tanto potente quanto bello da vedere.

Anche Sky con Fastweb nel 2011 utilizzano lo slogan Tutti per uno. Home pack per tutti per offrire in un solo pacchetto TV, voce e Internet: categorie impersonate da tre pupazzine in abiti da moschettiere.

Il gruppo immobiliare Toscano si è servito del motto per la campagna pubblicitaria 2003/2004 trasformandolo in Tutti per Toscano, Toscano per tutti.

Il gruppo petrolifero Tamoil tra il 2004 e il 2005 lo ha, invece, abbinato alla raccolta punti Tutti per uno. Più si è più si vince.

Il motto dei moschettieri è stato anche usato scherzosamente - nella forma Tutti per ONU, ONU per tutti - da Lucia Annunziata e Marta Dassù nell’editoriale che dà il titolo a un numero della rivista Aspenia per definire gli intenti dell’organizzazione internazionale delle Nazioni Uniti.

In ambito televisivo, ricordiamo lo show-game italiano intitolato Tutti per uno condotto da Mike Bongiorno e Paola Barale in onda dal 7 ottobre 1993 su Canale 5. Il gioco a quiz consisteva nello scontro tra due gruppi di quattro concorrenti che dovevano indovinare le sei più diffuse opinioni degli italiani nel corso di quattro manche.

Dal dicembre 1999 su Raiuno, anche una miniserie ha assunto il titolo Tutti per uno. Per la regia di Vittorio De Sisti, vi si narra una storia di solidarietà tra compagni di scuola che passano mille avventure per mettere da parte una consistente colletta al fine di aiutare un loro amico malato e bisognoso di una costosa operazione.

La solidarietà è il concetto portante del motto dei moschettieri e uno dei valori della cristianità. La Chiesa Cattolica e lo stesso cardinale Joseph Ratzinger, poco prima di essere nominato papa con il nome di Benedetto XVI, ha spiegato che per il Signore in amicizia non ci sono segreti ma comunione delle vo­lontà. In altre occasioni ha ribadito che: Dio non è solitudine ma è perfetta comunione. Non a caso, all’epoca, il sito di informazione cattolica moschettieri.com aveva come sottotitolo Tutti per Cristo e Cristo per Tutti. In altre parole Tutti per uno potrebbe indicare la nostra comunione con Dio; e Uno per tutti, invece, l’amore di Dio fattosi uomo per noi.

Cristo per tutti è, invece, un’associazione evangelica svizzera che ha lo scopo di portare informazione religiosa in tutte le case. Indubbiamente il suo nome è ispirato al motto nazionale della Svizzera: Unus Pro Omnibus, Omnes Pro Uno ossia, Uno per tutti, tutti per uno.

Anche l’amore è solidarietà e consiste in un aiuto reciproco. È questa l’interpretazione che hanno dato Bryan Adams, Rod Stwart e Sting in All for love (Tutto per amore) colonna sonora per la versione cinematografica de The Three Musketeers prodotti dalla Disney nel 1993.

Neanche la politica è rimasta immune dall’ideale unitario dei moschettieri. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel 2003 ha richiamato i partiti suoi alleati dicendo: abbiamo spade diverse, ma ci battiamo per gli stessi valori, uno per tutti, tutti per un uno raccomandando di essere uniti come i tre moschettieri. Anche per Romano Prodi - all’epoca leader dei partiti avversari, in vista di una possibile lista unitaria - la rivista L’Espresso ha scritto un articolo intitolandolo Uno per tutti. Tutti per Prodi.

E per finire, nel 2010 troviamo Stefania Petyx, l’inviata siciliana della trasmissione televisiva Striscia la Notizia, come testimonial della lotteria “Tutti per Uno” di Amnesty International, l’Organizzazione internazionale per i diritti umani.

Insomma, il motto inventato da Dumas è una massima così facilmente memorizzabile che si presta a descrivere le situazioni più disparate, tanto che è entrato a far parte dei modi di dire. Se il romanzo, per essere ammodernato e maggiormente diffuso è stato adattato ai nuovi mezzi di comunicazione mutandone così la natura, non sempre con risultati soddisfacenti, ciò non vale per il motto. Il messaggio del romanzo espresso nel motto - come già dimostrato anche nel sondaggio effettuato da Matrice DUMAS tra gli utenti della Rete nell’agosto 2011 - è sempre stato recepito correttamente.

Potremmo dire che Dumas ha ideato uno degli slogan pubblicitari, più flessibili e duraturi di tutti i tempi!

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 29 Agosto 2011

Conosci i Moschettieri? Curioso sondaggio fra gli utenti della Rete

In vista del primo film in 3D su “I tre moschettieri” diretto da Paul W.S. Anderson la cui uscita è prevista per ottobre 2011, Matrice DUMAS (che da anni si occupa del fenomeno de I tre moschettieri identificandone le caratteristiche più spiccate che ne hanno consentito un successo ininterrotto nel tempo in molti mass media), tra il 16 e il 26 agosto 2011 ha diffuso sul suo canale Twitter (@matricedumas) e poi su LinkedIN (di Laura Pederzoli) un sondaggio anonimo e rapido (in 12 domande) per valutare la conoscenza dei Moschettieri fra gli utenti della Rete.

Hanno risposto utenti di un’età compresa fra i 21 e i 65 anni. Tutti hanno dichiarato di aver sentito parlare dei Moschettieri, di sapere che sono tre più uno e che il loro motto è “Uno per tutti. Tutti per uno”.

Li hanno conosciuti principalmente grazie ai film (35%; i più famosi diretti da George Sidney nel 1948 e Randall Wallace nel 1998) o ai cartoni animati (27%; ad esempio l’anime giapponese prodotto dalla Gakken nel 1988 e il lungometraggio Disney del 2004). Solo al terzo posto troviamo il romanzo scritto da Alexandre Dumas padre (23%; letto da chi è negli anta già da un po’). Seguono, poi, gli altri media (pari merito al 4%) con le letture del romanzo alla radio (le più famose quelle di Angelo Nizza e Riccardo Morbelli trasmesse del 1934 dall’EIAR e quelle odierne di Radio Rai 3), interpretazioni teatrali (lo stesso Dumas ne trasse tre adattamenti teatrali dal 1845 al 1861) e mobile app, (probabilmente come il gioco interattivo prodotto da Anuman nel 2011). Nessuno ha dichiarato di averli conosciuti leggendo un fumetto o un e-book pur essendo numerosi gli esempi in commercio.

Come hai conosciuto "I tre moschettieri"?

Dal momento che non tutti hanno letto il romanzo, ne deriva, quindi, una comprensibile confusione sul possibile seguito della storia. Alla domanda “La storia raccontata ne I tre moschettieri ha un seguito?” ben il 35% ha risposto “no” e il 27% che la storia è raccontata in due romanzi. In realtà i Moschettieri sono una trilogia (come ha risposto il 38%) formata dai romanzi: “I tre moschettieri” (1844), “Vent’anni dopo” (1845) e “Il Visconte di Bragelonne” (1848-50).

Chiarezza quasi totale, invece, sul periodo storico in cui è ambientata la vicenda: il seicento, durante i regni di Luigi XIII e Luigi XIV (il Re Sole) in Francia (92%). Solo l’8% si è confuso con la Rivoluzione francese.

Il personaggio preferito è senz’altro d’Artagnan (con il 54%), seguito da Aramis e Porthos (entrambi con il 19%) ed infine da Athos (con solo l’8%). Nella trilogia dumasiana, i veri protagonisti sono d’Artagnan ed Athos. Il fatto che al saggio e affascinante Athos si preferiscano il bonario e poco lungimirante Porthos o il religioso e astuto Aramis fa pensare che, in realtà, i modelli di riferimento siano le pregevoli interpretazioni di attori che, però, non ricalcano esattamente quanto narrato da Dumas.

 Chi preferisci fra i moschettieri?

La caratteristica più apprezzata dei Moschettieri è l’amicizia (42%) ma anche la fedeltà ad un ideale e ad una causa (27%) seguite dalla nobiltà d’animo (15%) ed, infine, dal coraggio e dall’allegria (entrambe al 4%).

Quale caratteristica apprezzi di più dei moschettieri?

Pochi sanno, invece, che Dumas si è ispirato a personaggi realmente esistiti per tessere le sue storie. Infatti, nella prefazione del primo romanzo, si legge “la quale prova che, malgrado i loro nomi in os e in is, gli eroi della narrazione, che noi abbiamo l’onore di presentare ai lettori, non hanno niente di mitologico”. Dumas dichiara di aver tratto ispirazione dalle “Memorie di d’Artagnan” (scritte da Gatien Courtilz de Sandras e pubblicate nel 1700) e del Conte di La Fère. Invece, il 31% degli utenti pensa non solo che non siano esistiti i quattro protagonisti della storia (i cui nomi storici sono: Charles de Batz de Castelmore conte d’Artagnan, Armand de Sillègue d’Athos, Isaac de Portau e Henri d’Aramitz) ma anche il Corpo dei Moschettieri (istituito nel 1622 come guardia personale del Re di Francia e del suo Primo Ministro, formato da 120 uomini scelti e dotati di moschetto), e addirittura lo stesso Dumas! Solo il 12% sa che sono tutti personaggi storici. Il 19% pensa che siano inventati d’Artagnan o Porthos e l’8% solo il Corpo dei Moschettieri.

Ma per quale motivo i Moschettieri tornano sempre di moda? La maggior parte degli utenti pensa perché è una storia di amicizia e rispetto (35%) o perché è una storia conosciuta, un classico (23%) ma anche perché piace il genere di Cappa e Spada con intrighi e avventure (19%), perché il ritmo è divertente (12%) o per evadere dal quotidiano (8%). C’è anche chi propone una reinterpretazione contemporanea con un moschettiere donna con le stesse virtù dei suoi colleghi uomini (già realizzata ad esempio nel film “Eloise la figlia di d’Artagnan” diretto da Bertrand Tavernier nel 1995 e nell’animazione “Barbie e le tre moschettiere” prodotto da Universal Picture nel 2009).

E poi la parte più interessante del sondaggio: quale messaggio comunicano ancora oggi i Moschettieri? Gli utenti sono chiari: nella società odierna che trasmette molta aggressività e cattivi esempi, i moschettieri sono un modello di virtù con la loro leale amicizia e il rispetto verso il modo di pensare altrui. Quattro amici che, anche a distanza di anni, tornano ad aiutarsi a vicenda e a lottare per il raggiungimento di una condizione migliore per il loro Paese e per ciò che è giusto. Un utente ci suggerisce il famoso motto “United we stand, divided we fall” - ossia “uniti resistiamo, 
divisi cadiamo” - una frase che da Esopo (Favole, 71) giunge sino a George Washington e persino ai fumetti della Marvel (serie The Avengers, anche loro sul grande schermo in 3D nel 2012). Questo è il segreto che non fa mai tramontare i Moschettieri: il loro attaccamento alla tradizione, nei valori che esprimono e, al tempo stesso, la capacità di innovarsi con una storia sempre eccitante e divertente che ci fa ancora sperare che, con un amico al fianco e usando intelligenza e buone intenzioni, ogni salita possa trasformarsi in discesa.

Questo post non ha pretese statistiche pur utilizzando le frasi e i dati rilasciati dagli stessi utenti sul questionario ma vuole solo dimostrare che anche se cambia il modo in cui certe storie vengono trasmesse di generazione in generazione, il messaggio rimane invariato, nonostante le sempre più fantasiose interpretazioni.

Un grazie sentito a tutti i follower di Matrice DUMAS e coloro che hanno partecipato al sondaggio, ri-twittato, consigliato su LinkedIN o sul proprio account Facebook.

Il blog matricedumas.it - che fra pochi giorni, il 1 settembre 2011, compirà un anno - invita chi si è incuriosito a seguire i suoi post per continuare a informarsi sull’argomento.

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Laura Pederzoli

 

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Scritto da: matricedumas.it | 24 Luglio 2011

Alexandre Dumas père, Garibaldi e i 150 anni dell’Unità d’Italia

Nipote di un Marchese francese e di una schiava di Haiti (da cui eredita il cognome), figlio di un generale napoleonico, Alexandre Dumas (père), creolo con gli occhi blu, nasce esattamente 209 anni fa, il 24 luglio 1802, a Villers-Cotterêts in Francia.

Famoso per aver scritto la trilogia dei Moschettieri e altre innumerevoli storie sempre verdi, quest’anno è ricordato in particolar modo per i 150 anni dell’Unità d’Italia perché affiancò e sostenne Garibaldi nella Spedizione dei Mille.

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Alexandre Dumas, oltre che famoso romanziere, era anche un grande viaggiatore. Infatti, nel 1860, decise di realizzare Il grande viaggio di Ulisse o Crociera nel Mediterraneo ma, arrivato a Genova il 26 maggio, seppe che Garibaldi era salpato il 5 maggio al comando di Mille volontari per liberare il Sud d’Italia ed annetterlo al Regno Sabaudo. Ormai da tempo ammiratore del Generale, che incarnava l’eroe per eccellenza difensore della libertà e dell’indipendenza dei popoli e ritenendo i Borbone responsabili della morte di suo padre, decise di cambiare programma. Raggiunse l’esercito e finanziò la campagna con i risparmi messi da parte per il suo viaggio procurando armi, munizioni e camicie rosse. Fu anche al fianco del Generale Garibaldi quando il 7 settembre 1860 entrò trionfalmente a Napoli dopo il ritiro di Francesco II di Borbone Re delle Due Sicilie.

L’amicizia e l’ammirazione che legavano il Generale e Dumas, che già nel 1850 aveva raccontato le gesta dell’Eroe in America latina in Montevideo ou une nouvel-le Troie (Montevideo o una nuova Troia), si consolidò in questa occasione. Garibaldi capì che la penna geniale di Dumas poteva essere una formidabile arma mediatica e la sfruttò per alimentare la causa italiana. Ecco che l’11 ottobre 1860 affidò allo scrittore la fondazione del quotidiano garibaldino l’Indipendente - nome da lui stesso suggerito. Scritto sia in francese che in italiano, dapprima uscirà a Palermo poi a Napoli ma continuerà ad essere stampato fino al 1876. Curatore della parte italiana del giornale era Eugenio Torelli Viollier, in seguito fondatore del Corriere della Sera a Milano.

Inoltre, Dumas pubblicò nel 1860 le Mémoires de Garibaldi traduits sur le manuscript originel par A.D. trascrizione, talvolta romanzata, delle memorie affidategli dallo stesso Generale e nel 1861 Les Garibaldiens dove descrive la Battaglia di Calatafimi (TP) di cui fu testimone oculare.

Sempre nel 1861 scrisse Les Garibaldiens. Révolution de Sicile et de Naples che l’anno successivo pubblicò a puntate su Le MontCristo, settimanale da lui diretto, aggiungendo oltre 400 pagine di Une Odyssée en 1860 comprensive di testi sia già pubblicati che inediti. Da questo corpus è scaturita l’opera, Viva Garibaldi. Un’odissea nel 1860. Il testo, riscoperto ultimamente da Claude Schopp, descrive l’impresa dei Mille vissuta da Dumas.

Il 15 settembre 1861, Garibaldi nominerà Dumas Direttore onorario del Museo Nazionale e degli scavi delle antichità di Pompei (carica che terrà dal 1861 al 1864).

L’Unità d’Italia fu siglata il 17 marzo 1861. Per questo tutto l’anno 2011 è stato dedicato ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unificazione. Tra le iniziative digitali, il tour virtuale di Google sulle Coordinate della nostra storia. Degna di nota anche la mostra a cielo aperto Le strade della Bandiera dedicata al Tricolore nato il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia.  Poste Italiane, invece, il 7 gennaio 2011 ha emesso un francobollo riportante il Logo ufficiale (rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri) adottato poi nelle varie celebrazioni, dall’itinerario del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei Luoghi della memoria (Presidenza della Repubblica), alle iniziative rivolte agli studenti di Scuole e Università (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e ad altri innumerevoli eventi e convegni (per esempio Il Made in Italy e l’Unità d’Italia. 150 anni di tradizione italiana in tavola), tra cui anche molte iniziative che ricordano Alexandre Dumas e l’impresa dei Mille con molteplici spettacoli teatrali e letture.

Il blog matricedumas.it, in occasione del giorno della nascita di Alexandre Dumas (père), ha voluto ricordare la sua partecipazione in prima persona a quest’evento che ha cambiato l’Italia.

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 3 Luglio 2011

Herr Kompositor® France e I tre moschettieri

Le weekly strip di Herr Kompositor tornano ad ispirarsi a “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas ma questa volta lo fanno in lingua francese!

Herr Kompositor France_01_07_2011

Dal 24 giugno 2011, la striscia di Herr Kompositor® - il primo metodo di composizione a fumetti, ideato da P. Alessandro Polito (vincitore del Premio Unesco 2004) e colorato da Laura Pederzoli (e già adottato in numerose scuole della Penisola) - è sbarcata anche in Francia, terra della Bande Dessinée.

Ma perché il famoso romanzo di Dumas qualche volta ispira le strisce settimanali di Herr Kompositor?

In primis, perché i moschettieri sono una delle passioni di Lau, la piccola pittrice protagonista di Herr Kompositor (personaggio ispirato alla colorista Laura Pederzoli); poi, perché i personaggi maschili sono tre come i moschettieri - Alex/Aramis, Phil/Porthos e John/Athos; infine, perché, essendo i protagonisti tutti bambini, amano giocare a imitare i supereroi (Wolverine, Super K), il dottore (Doktor Haus), i moschettieri e…i grandi compositori, dal momento che sono tutti musicisti: Alex compone e suona pianoforte e percussioni, John compone e suona il sassofono e Phil suona il clarinetto. Le note che compongono un accordo, infatti, sono proprio tre… Che dire di più?

  • Visita il sito ufficiale di Herr Kompositor.
  • Acquista il volume “Herr Kompositor. Comporre è un gioco da bambini!” sul sito Mnemes.
  • Segui le strisce settimanali di Herr Kompositor in italiano o in francese.

 

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 18 Giugno 2011

Word clouds della Matrice D.U.M.A.S.

Qual è il vocabolario di frequenza della Matrice D.U.M.A.S.?

I concetti in essa espressi a quale parole si collegano?

Le due immagini di seguito - ottenute con Wordle, il generatore di “word clouds” - danno graficamente più risalto alle 50 parole utilizzate con più frequenza sia nel contributo “D.U.M.A.S. nella glottodidattica in Rete” che in questo blog.

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Laura Pederzoli, D.U.M.A.S. nella glottodidattica in Rete in Glottodidattica giovane 2011. Saggi di 20 giovani studiosi italiani, Perugia, Guerra edizioni, 2011.

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Blog: http://matricedumas.it

Laura Pederzoli

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