Scritto da: matricedumas.it | 30 Gennaio 2014

The Musketeers in onda su BBC One

Domenica 19 gennaio è andata in onda, sul canale BBC One, la prima puntata della nuova serie televisiva The Musketeers. Ennesima trasposizione fantasiosa della trilogia scritta da Alexandre Dumas (padre), questa volta diretta da Adrian Hodges, che ha voluto rileggerla con “sguardo differente”1 per non rimanere “intrappolato” nella storia classica. Rifacendosi alla “infedeltà” dello stesso Dumas verso la Storia: lo scrittore, infatti, inseriva con maestria personaggi sconosciuti (spesso con fondamenta storiche) per costruire vicende plausibili nei punti meno documentati di essa restituendone una verità convincente. Il prodotto di Hodges, invece, riprende i personaggi di Dumas e li inserisce in nuove vicende “infedeli” sia al romanzo sia ai quattro moschettieri storici.

La vicenda inizia nel 1630, cinque anni dopo il romanzo. Leggendo sul sito BBC One le descrizioni dei caratteri dei personaggi, pare che l’unica sostanziale variazione rispetto ad essi sia l’infatuazione della regina Anna per Aramis anziché di quest’ultimo per la Duchessa di Chevreuse, dama di Sua Maestà, e futura madre di Raul, figlio di Athos. La trama, però, si discosta fin da subito da Dumas. Un individuo sospetto, che cela il suo volto, uccide il padre di d’Artagnan (si presume in Guascogna) dicendo di essere il moschettiere Athos. Il duello d’esordio, dunque, avviene perché d’Artagnan vuole vendicare suo padre. Athos viene processato e condannato a morte. Un attimo prima della fucilazione, intervengono Aramis, Porthos e lo stesso d’Artagnan con Constance che, nel frattempo, hanno compreso che Athos è la prima vittima di un complotto ordito contro i moschettieri.

Fedeltà storica si trova abbastanza nell’oplologia, in particolare nella scena in cui Aramis (Santiago Cabrera) carica il moschetto.
Fra gli anacronismi e le fantasie, invece, un’interpretazione del simbolo del Giglio, che dovrebbe essere di Francia ma che è ridisegnato - nel medesimo stile steampunk dei costumi - a imitazione dello stemma di Firenze.

Giglio Firenze Francia

L’iris del Comune di Firenze, detto anche giglio, è stato riprogettato nel 2008 dalla SocialDesign srl ma è lo stemma cittadino probabilmente dal IX secolo. Si tratta di un iris rosso in campo bianco con in evidenza gli stami. Non è la prima volta che i moschettieri di francia indossano il lezioso giglio di Firenze sulla loro celebre casacca blu: lo ritroviamo, ad esempio, anche in “Barbie e le tre moschettiere” (2009).

Il simbolo della monarchia francese, fin dal XIII secolo, è composto, invece, da più gigli d’oro stilizzati in campo azzurro. Per questo, i moschettieri avevano sulla casacca blu una croce dorata o argentata con i bracci terminanti in gigli di Francia: simboleggiava gli ideali per cui combattevano e cui avevano giurato fedeltà (la Corona e Dio).
Il giglio di Francia, durante l’ancien régime, era impresso a fuoco anche sulla carne di coloro che la monarchia considerava delinquenti. Milady ne ha uno sulla spalla e gran parte del romanzo di Dumas ruota attorno alle sventure in cui incorrono gli uomini infatuati dalla sua bellezza e raggirati dalla sua perfidia, perché ignari della sua vera identità.

Capaldi, Doctor Who, Richelieu Al di là di tutto, i moschettieri continuano a rinnovarsi ogni anno da quando uscirono dalla penna da Dumas nel 1844. Per i puristi del romanzo, è un affronto; per gli altri, solo un modo per svagarsi. E adesso, con questi nuovi episodi, i moschettieri hanno attratto anche i fan della longeva serie televisiva britannica di fantascienza Doctor Who (50 anni a dicembre 2013) incuriositi all’idea di vedere l’attore Peter Capaldi - che interpreterà il prossimo Dottore - nei panni di una figura storica e leggendaria come il Cardinale Richelieu.

Uno per tutti tutti per Trer_tre.png E, per concludere, l’ennesima interpretazione del famoso motto dei moschettieri, la ritroviamo pure nell’ultimo spot tv della 3 Italia (guardalo su YouTube) - in onda nella Penisola da gennaio 2014 - con l’attrice comica Teresa Mannino, l’attore Raul Bova e la pop-star Mika che, per pubblicizzare l’opzione “Tre All” pronunciano in coro lo slogan “Uno per tutti, tutti per Tre!”.

Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 27 Dicembre 2013

I Moschettieri del Quartetto Cetra

Il “Quartetto Cetra” è stato il famosissimo quartetto vocale italiano attivo dal 1941 al 1988 formato da: Giovanni “Tata” Giacobetti (Roma, 1922-1988), Felice Chiusano (Fondi, 1922 - Milano, 1990), Antonio Virgilio Savona (Palermo 1919 - Milano 2009) e Lucia Mannucci, moglie di Savona (Bologna, 1920 - Milano, 2012).Nel 1964, la Rai trasmise la serie televisiva “Biblioteca di Studio Uno” di Antonello Falqui e Guido Sacerdoti. Otto puntate di un’ora circa. Ogni puntata una parodia. Fra queste, anche quella de “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas (padre) resa con intelligente e colta ironia dal Quartetto Cetra.Fra gli interpreti: Alberto Lupo (D’Artagnan); Virgilio Savona (Athos); Felice Chiusano (Porthos); Tata Giacobetti (Aramis); Lucia Mannucci (Milady); Gino Cervi (Il cardinale di Richelieu); Claudio Villa (Re Luigi XIII); Nilla Pizzi (la regina Anna); Vittorio Congia (il signore di Treville, Capitano dei Moschettieri del Re).

I loro sketch riassumono, con notevole fedeltà, gran parte del primo romanzo della celebre trilogia dei moschettieri trasformandolo in un vero e proprio musical televisivo con bei costumi e scenografie.

La colonna sonora, di Bruno Canfora e Virgilio Savona, è composta da temi musicali orecchiabili e famosi ma con testi adattati, in chiave comica, alla trama del romanzo. Fra questi “Sur le pont d’Avignon”, “Guaglione”, “I tre porcellini”, “La partita di pallone”, “Vola colomba” e “Grazie dei fiori”, interpretata dalla stessa Nilla Pizzi nei panni della Regina Anna ma riferendosi ai diamanti che i quattro valorosi dovranno recuperare in Inghilterra! Notevole anche il balletto dei moschettieri con le spade a tempo di musica.

Elenco dei brani parodiati (html)

Guarda il video (YouTube)

Un altro riferimento ai Moschettieri di Dumas lo troviamo in “Buonasera con…”, varietà trasmesso su Rai 2 che, fra il 1978 e il 1979, venne condotto dal Quartetto Cetra. La sigla “I Moschettieri” era scritta da Avisa (Virgilio Savona), Tata Giacobetti e Romolo Siena mentre i pupazzi sulla copertina del disco erano di Bonizza Giordani.

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Laura Pederzoli

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Scritto da: matricedumas.it | 30 Novembre 2013

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Scritto da: matricedumas.it | 29 Ottobre 2013

Una graphic novel musicale in esposizione al MUF di Lucca

Herr Kompositor® - Scrivi una canzoneAlla graphic novel “Herr Kompositor. Scrivi una canzone!” scritta e disegnata da P. Alessandro Polito e edita da Edizioni Curci, il Museo Nazionale del Fumetto e dell’Immagine di Lucca, dedica una mostra in occasione di Lucca Comics & Games 2013. In esposizione - da sabato 2 novembre ore 16.00 - non solo una selezione delle tavole di Scrivi una canzone! e delle strisce umoristiche ma anche, qualche anticipazione del prossimo volume.

Herr Kompositor. Scrivi una canzone!, in tempi di edutainment, si propone di insegnare a scrivere una canzone, partendo da zero e divertendo il lettore. Unico nel suo genere, questo romanzo-manuale non fa differenza tra musica leggera e colta e si propone, piuttosto, di abbattere le barriere tra i generi. Così, chi studia seriamente, riceverà qualche preziosa imbeccata. Chi lo fa per diletto troverà, invece, un potente strumento di autoformazione.

L’autore, Premio UNESCO nel 2004 per l’attività di compositore e le pubblicazioni per la didattica musicale, ha insegnato nei conservatori di Reggio Emilia e Palermo e, da qualche anno, tiene dei corsi di composizione con il metodo Herr Kompositor presso il Liceo Musicale “A. Passaglia” di Lucca.

Gli allievi hanno scritto il commento musicale per Barbebleue (2012) e Bonjour, monsieur Don Juan (2013) in scena al Piccolo Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e, poi, in replica al Teatro del Giglio di Lucca. Il corso - primo in Italia - ha sperimentato la Collaborative Community di Open Sounds.

herrkompositor.comAl sito herrkompositor.com è stata rilasciata la Certificazione Matrice DUMAS. Tra i requisiti: la riuscita interazione fra l’unicità del metodo di insegnamento della composizione musicale e la partecipazione alla Collaborative Community di OpenSounds attraverso la quale gli iscritti hanno la possibilità di produrre e condividere musica in remoto all’interno di comunità di studio virtuali e transnazionali.

Il volume “Herr Kompositor. Scrivi una canzone!” è in vendita in anteprima esclusiva a Lucca Comics & Games 2013 presso la fumetteria Il Collezionista (sia in piazza San Giusto, 1/2 che presso il Padiglione 12 Garibaldi, stand C504) e il bookshop del Museo Nazionale del Fumetto e dell’Immagine (in Piazza San Romano, 4) Guarda la mappa su Google Maps.

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Scritto da: matricedumas.it | 25 Settembre 2013

“F” di Free | Matrice DUMAS keywords

Da gennaio 2013 questo blog dedica un post per ogni parola chiave descrittiva un concetto su cui si basa la Matrice DUMAS. Ogni keywords corrisponde ad una lettera dell’alfabeto. Ogni post è taggato “Matrice DUMAS keywords”.

 

Free non è sempre sinonimo di “gratis” ma anche di “libero”.

Il modello economico Freemium, termine coniato dall’utente Jarid Lukin (free/gratuito - premium) descrive le varie forme di diffusione gratuita dei servizi non solo Web 2.0. Chris Anderson (2010) lo ha suddiviso in 4 modelli: 1- a limitazione temporale; 2-con funzionalità limitate; 3- a limitazione di numero degli utenti; 4-a limitazione del tipo di cliente.

Ma esiste anche un “free”che si riferisce alla libertà da copyright non al prezzo.

Ad esempio i programmi e le applicazioni dette Open Source - ossia “a sorgente aperta”. Tali software open source fanno utilizzo del set di licenze GNU, proposte dalla Free Software Foudation, che permettono agli utenti di copiare e modificare il codice sorgente a patto che ne condividano con gli altri le modifiche.

Le opere multimediali e Internet hanno mutato il modo di gestire le informazioni e di comunicare e necessitano di nuove regole che affianchino la legge sul diritto d’autore e il copyright.

Così, la “C” di Copyright che tutelava “tutti” i diritti riservati del singolo individuo autore è stata affiancata dal “CC” delle licenze Creative Commons che gestiscono la cessione di “alcuni” diritti riservati (Some Rights Reserved) sull’intera opera. Si basano sulla filosofia espressa nello slogan Share what you want, keep what you want (Condividi quello che vuoi, tieni per te ciò che vuoi). Create dall’organizzazione no-profit Creative Commons, fondata dal costituzionalista Lawrence Lessing a San Francisco nel 2001, si ispirano alla licenza GNU per il software ma coprono tutti gli altri tipi di opere dell’ingegno: sia digitali che cartacee, sia testi che immagini o video e podcast.

Laura Pederzoli

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